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Champagne, la terra dei Récoltants, perché piccolo è sorprendente


Nel nostro viaggio per la Champagne, abbiamo visto alcune delle tappe più importanti tra Epernay e Reims, considerate le due città più importanti della Champagne-Ardenne. Ma ci sono altre mete irrinunciabili? Sicuramente i piccoli paesini, che nascondono i veri gioielli della champagnerie e che sono diventati famosi e noti grazie ai Récoltants - piccoli produttori che ridisegnano lo stile dello champagne.


(Foto credit: Champagne Deutz)


Prima di proseguire il nostro itinerario, è necessario sapere chi siano i Récoltants.

In Francia questa parola si usa per indicare i piccoli produttori che, annata dopo annata, coltivano l’uva da cui ottengono vini che diventano la vera e propria “espressione dell’anno” e del territorio del Récoltant, che li ha prodotti. Ogni annata si caratterizza in modo particolare e unico, perché esprime tutto ciò che è accaduto in 12 mesi come, ad esempio, le piogge, la brina oppure un caldo eccezionale, ecc. I Récoltant usa soltanto la sua uva e per la quantità che viene prodotta. Non si acquista frutto da altre aziende vitivinicole per raggiungere quantitativi da “grande maison”. L’obiettivo di questi produttori è quello di preservare un vino raro, esclusivo e fortemente caratterizzato dal territorio e dal clima di quell’anno. Molto spesso, vengono addirittura definiti i “Designer” del vino frizzante proprio per la loro attenzione ad ogni singolo aspetto.


(Foto credit: Henri Giraud)


Inoltre, i Récoltant sono coloro che, più dii altri, difendono una produzione sostenibile, ecologica e molto attenta. Producendo solo le quantità di vino che può dare la natura, la preservano dall’esaurimento. Non utilizzando alcun tipo di fertilizzante chimico non rovinano il terreno, che viene ulteriormente protetto non utilizzando macchinari per la vendemmia e degorgage. In buona sostanza, vogliono essere più naturali, veri e puri possibile.



(Foto credit: Arsitalica.it)


Il nostro viaggio non può che partire dalla meravigliosa Avenue dello Champagne a Epernay, la prima tappa obbligatoria per scoprire il mondo dei piccoli produttori, insieme al paesino di Aÿ. Quest’ultimo è noto come il paese dei grandi nomi, successi – quasi tutte le vigne sono qualificate 100% Grand Cru – e dei Récoltant rivoluzionari.

Tra i più famosi spicca Gosset, la prima casa ufficialmente registrata come la maison dei vini della regione Champagne fondata nel 1584.

Gosset è una casa rara e speciale, i loro vini non si trovano facilmente fuori dalla Francia e dai prezzi abbordabili, nonostante siano molto pregiati.

La maison ha iniziato la sua produzione, in primis, con i vini fermi rossi ma, da qualche anno, lavora soltanto con le bollicine, che sono diventate tra le più richieste in ristoranti gastronomici di Francia e Benelux.

Altra maison da visitare qui ad Aÿ, è decisamente Deutz. L’azienda nasce nel 1838 e viene fondata da William Deutz e Pierre Geldermann. Provenienti dalla Germania, i due soci si stabiliscono ad Ay aprendo un piccolo negozio di vino e poi, nel 1838, iniziano a produrre uva vinificandola nella loro cantina. William Deutz che, in precedenza, aveva lavorato per Bollinger, diede il proprio apporto di esperienza nella coltivazione e nella vinificazione delle uve; mentre Pierre Geldermann curò l’aspetto finanziario e commerciale della Maison. Negli anni a seguire la Maison Deutz fu costretta a cedere il 63% della proprietà a Louis Roederer, dopo aver riscontrato certi problemi economici.


Attualmente, la maison è ancora sotto il gruppo di Louis Roederer ed è diventato uno tra i marchi più richiesti in Austria e Germania, soprattutto nella categoria Brut. Un successo che affonda le sue radici in quello stile, perfettamente adatto al palato dei tedeschi ed austriaci, dato dagli stessi fondatori già secoli fa e che non è mai cambiato.

Henri Giraud è un’altra maison da non perdere trovandosì ad Aÿ, con il bellissimo motto “Piacere, maturità, territorio”. Rigorosamente a conduzione familiare, questa azienda arrivata alla 12esima generazione produce un vino incredibilmente elegante, fine e sofisticato. Rispettando le storiche tradizioni, Henri Giraud guarda sempre al futuro e non smette di crescere. Privilegiando in particolare le uve di Pinot Noir provenienti da vigneti Grand Cru, vengono prodotte circa 260 mila bottiglie annue, le quali si distinguono per un particolare impiego nell’uso del legno francese nelle diverse fasi della vinificazione. È loro convinzione, che: “non esistono grandi vini senza grandi legni”.


(Foto credit: Henri Giraud)


Una tra le bottiglie più celebre e buone di questa maison è il Solera (un metodo di invecchiamento che si fonda sulla costruzione di una piramide di botti in legno in cui vengono conservati blend di diverse annate dello stesso vino o dello stesso distillato) e, in particolare le annate dal 1990 fino al 2013. In un’unica bottiglia, la maison è riuscita a racchiudere ben 23 anni di storia dello Champagne oltre a sapori, ricordi e memorie. Nasce così il gusto di 23 anni dentro una sola bottiglia, che si abbina perfettamente ad una degustazione di formaggi.

La maison più nota rimane, senza dubbio, quella di Jacques Selosse. Già una leggenda, Selosse fu il primo récoltant ad avere il coraggio di proporre un vino con il carattere che variava anno dopo anno. Il figlio Anselme Selosse amava produrre dei vini, che erano l’espressione “del momento, dell'annata, dell'umore e della vendemmia”.

Fondata nel 1974, quando la produzione di Champagne era monopolizzato da poche grandi Maison, la maison ha cambiato il modo di vedere l’arte di champagnerie: dall’ arrivo di Selosse, i piccoli produttori non ebbero più paura di produrre un vino “diverso” da quello delle grandi maison a fianco. Al contrario iniziarono a giocare con la loro storia e identità. Così, Selosse firmò l'inizio della “Nouvelle Vague” per i vigneron indipendenti della Champagne-Ardenne.


(Foto credit: Hesawises)


Il vino di questa maison si caratterizza per non essere mai uguale, pur rimanendo sempre complesso e ricercato, elegante ma intenso. Ha un carattere e una personalità uniche che cambiano, maturano ed evolvono. Ogni annata è un’interpretazione memorabile e d’autore, oltre che espressione di uno stile unico che ha ovviamente attirato giudizi controversi, ma che lasciano sempre un’impressione indimenticabile.



( Foto Credit: Gramho.com)


Andando a visitare la maison si ha anche l’occasione di conoscere tutta la famiglia: Anselme e sua moglie Corinne, il figlio Guillaume - il futuro della maison che già si mette in opera insieme con i chef de cave. Molto ospitali e amichevoli, sono sempre aperti al dialogo e a far soggiornare i turisti nelle loro bellissime camere, proprio sopra le cantine. A partire dal 2018, inoltre, è stato inaugurato un bistrot di cucina gastronomica locale aperto anche agli esterni.

Ulysse Collin è un altro récoltant che attrae l’attenzione del mondo grazie alla sua storia affascinante. A bottega da Anselme Selosse per alcuni anni, decide un giorno di mettersi in proprio a Congy, nei pressi della Côte des Blancs.

Nonostante la sua famiglia producesse vino dal 1703, è soltanto nel 2003 che Olivier Collin decide di inaugurare una produzione di grandi Champagne. Sin da subito, dimostra di essere un vignaiolo all’avanguardia con idee chiare, moderne e sostenibili.


(Foto Credit: Vindirekt.fi)


Non dimentichiamo però, che vi sono altre località vocate alla produzione di Champagne. Ad esempio, ad Avize risiede Franck Bonville che, dal 1937, produce uno tra gli champagne più biologici del territorio, oppure Pierre Peters – récoltant a Le Mesnil-sur-Oger -, che negli ultimi 10 anni è già diventato uno tra i produttori più di tendenza e di qualità di tutta la Champagne.

Vi domanderete quale sia il periodo migliore di venire in Champagne-Ardenne. Decisamente dall’inizio dell’autunno fino alla fine di ottobre, ossia nel periodo della vendemmia che rende il paesaggio di rara bellezza.

Tantissime aziende, inoltre, danno la possibilità di partecipare alla raccolta d’uva seguita da feste con grandi tavolate per tutti i partecipanti e degustazione dei loro vini. La prima maison a organizzare questa esperienza in vigna è stata Bollinger; oggi, però, sono molti di più e in particolare i récoltants considerano il coinvolgimento umano come uno dei valori più importanti del loro lavoro.


(Foto Credit: Frank Bonville)


Viaggiare tra piccoli produttori, non avrà forse il fascino suggestivo dei Grand Palais con la ricchezza dei loro interni, eppure i récoltant sanno trasferire delle emozioni, del romanticismo e un’accoglienza che vi sembrerà di essere in famiglia.

Ogni produttore ha infatti, una storia vera da raccontare con valori importanti che mettono al centro l’impegno umano, l’amore per il territorio e quella natura birllante e frizzante che caratterizza la Champagne- Ardenne.

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